Una lunga tradizione enogastronomia unisce la Famiglia Minchio alla zona di Dolo: gli sposi Paolo Minchio e Paola Niero iniziarono a lavorare in un bacaro1, piccola osteria veneziana che offre una vasta scelta di vini in calice e piccoli cibi e spuntini. Con il tempo, seguendo sempre la fiolosofia del miglior prodotto possibile, passarono a gestire dapprima un’osteria ed in seguito un delizioso ristorante in una Villa del Brenta. Cambiarono location e clientela, ma una cosa restò sempre la stessa: la genuinità dei prodotti DOC e la qualità della cucina… si sente ancora oggi parlare delle tagliatelle fatte in casa e condite con il ragout della Sigora Minchio!

I due figli Massimo e Cristian iniziano giovanissimi a far esperienza nel proprio Hotel-Ristorante e a dare una nuova impronta alla struttura familiare, un tocco di modernità che si fonde magistralmente con la tradizione: non accade spesso che la cooperazione tra generazioni diverse risulti così armonica e stimolante! Pian piano viene data sempre maggior attenzione ai piatti di pesce e i due figli decidono di dedicarsi solamente alla tradizione della laguna. Una scelta vincente, portata avanti con maestria da Massimiliano, lo chef, e Cristian, l’addetto alla sala e alla cantina: due ragazzi animati da grande passione e professionalità che hanno saputo ridar slancio alla struttura, senza perder mai di vista qualità e tradizione e tenendo un occhio puntato anche sull’originalità. E’ stata loro l’idea dell’ imbarcadero-dehor costruito sul margine del fiume Brenta, reso celebre dalle ville del Palladio.

Il ristorante Villa Goetzen venne aperto nel 1995, all'interno di un’elegante villa veneta che risale al 1739, anni in cui l’edificio ospitava il casinò della potente famiglia Venier. Quando il Congresso di Vienna assegnò il Lombardo-Veneto alla corte asburgica, la proprietà della villa passò ad un notabile austriaco, il conte von Goetzen, dal quale prese definitivamente il nome.

Nella cucina della villa tutto ebbe inizio secondo le ricette più tradizionali: ma già nei primi piatti si notavano i segni di una volontà creativa, riconoscibile per esempio negli accostamenti inusuali tra verdura di stagione e pesce, risultato di esperimenti sulla cottura fatti allo scopo di preservare al meglio i sapori. Anche oggi uno degli interessi principali dello chef riguarda i metodi ed i segreti di una cottura perfetta.
Con il tempo, la principale caratteristica della cucina di Villa Goetzen è diventata la creatività: a Massimiliano piace davvero cucinare e, mentre è alle prese quotidiane con i fornelli, sfida la rigidità ed i limiti delle regole, scopre nuovi aromi e, facendosi guidare dall’istinto, crea nuove armonie di sapori. Cosicché uno stesso piatto, quando riproposto, non è mai uguale a quello della volta precedente: è come mangiare una piccola opera d’arte, pezzo unico fatto a mano.

I piatti sono a base di pesce, crostacei e molluschi della laguna veneta. Dal pesce crudo alla capasanta, ai canestrelli alla piastra; dagli Scamponi dorati ai “Seppi” alla piastra; dalla “canocia” marinata al coriandolo fino alle ostriche “spurie” col tartufo di Grado. E ancora, tra i primi, le linguine con ragout di ombrina, timo e limone o la Zuppa di guancette di coda di rospo e alloro o il Cocotte di scorfano in crosta di pane servita con sale affumicato e brodo in caffettiera di cardamomo; tra i secondi, la gustosa orata al forno con olive taggiasche e patate, la ricca grigliata secondo il mercato ittico, o il rombo al forno in crosta di patate; tra i dolci del giorno, la Mousse di castagne in salsa di cachi e la spuma di sambuco frizzante. Il pane viene fatto in casa, secondo varie ricette differenti.

Ricca la cantina con le classiche bollicine francesi e il prosecco di Valdobbiadene ed altri vini provenienti da ogni parte del paese: dalla Ribolla gialla friulana ai Chardonnay di Sicilia. Originali, infine, anche le iniziative speciali: recentemente, in un’occasione di collaborazione transfrontaliera, Massimiliano ha “contaminato” la sua cucina di riviera con quella montanara del carinziano Thomas Guggenberger, dell'hotel Karnerhof di Drobolach vicino a Villach. Un gemellaggio all’insegna di “mari e monti” culminato in vetta con le delizie della pasticceria di Jurgen Schmutz.

Il nome bacaro deriva da Bacco, dio del vino. Secondo un'altra interpretazione deriva da "far bàcara", espressione veneziana per dire "festeggiare".

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Massimiliano Minchio - Nato a Venezia il 13 Marzo 1970
(Chef titolare)

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Frequenta l’Istituto Professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione ad Adria (Rovigo); dal 1988 incomincia la a lavorare aiutando la madre dietro ai fornelli: appassionato di cucina, diventa ben presto indispensabile per il ristorante di famiglia. La sua forza sta nella combinazione di ricette tradizionali con innovazioni ed i suoi migliori accostamenti sono quelli creati tra verdura di stagione e pesce fresco. Amante della pasticceria “secca”, cura di persona tutto il buffet di dolci fatti in casa per la colazione degli ospiti dell’Hotel. Nei suoi piatti si ritrova tutta la sua maturità, la sua delicatezza e la bellezza del suo carattere deciso ma timido al tempo stesso: è anche per questo che sa dare il meglio di sé proprio dietro ai fornelli!

Cristian Minchio - Nato a Dolo il 20 Ottobre 1972
(Chef sala Titolare)

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Frequenta l’Istituto privato Euroscuola di Padova ottenendo la qualifica di programmatore di computer e gestione aziendale interattiva. Cresciuto nell’azienda di famiglia, nel 1989 inizia a lavorare in sala scoprendo la passione per il vino ed iniziando a frequentare i corsi AIS. Attualmente gestisce la sala e la cantina e si occupa di tutta la parte organizzativa.